di Bruna Osimo
Una società democratica è tanto più aperta quando le persone hanno possibilità di scegliere nella scuola e nel lavoro tra più opportunità e di modificare le loro scelte nel corso della vita anche in funzione delle esperienze che collezionano e delle passioni che maturano.
Questa conversazione racconta il percorso di un giovane uomo del Sud del nostro paese. Si chiama Paolo Giacovelli e l’ho conosciuto nel 2019 quando aveva 25 anni e accettò di pubblicare il mio libro “Rompere il ghiaccio”[1]. Gilda Romano[2], con cui collaboro da anni, sta preparando un testo, una sorta di «guida» dedicata alle persone che riprogettano la loro vita lavorativa e mi ha chiesto di intervistare Paolo, che aveva conosciuto in occasione della presentazione a Milano del mio libro, e ha voluto questa intervista come testimonianza, esempio di una persona giovane, capace di trasformare il lavoro in opportunità per sé e altri.

R. Grazie dell’occasione che mi viene offerta perché raccontare questa mia esperienza è un’opportunità, sperando che sia un messaggio per i giovani e per tutti. Mi hanno sempre definito un multitasking, una parola che contiene questa mia diversità lavorativa che lega tra loro il barbiere e la salumeria inaugurata con mia madre, il libraio e l’editore, e anche una parentesi politica.
Tutto nasce all’età di dieci anni quando frequentavo la scuola e d’estate andavo a lavorare da questo barbiere … tanto che ancora oggi faccio il barbiere per pochi giorni la settimana con il mio ex-titolare che ora è mio socio. La storia è molto bella e ci ho messo tra gli otto e i dieci anni per arrivare a piccoli risultati di gratificazione, quali una Casa editrice indipendente che porta nomi e pubblicazioni di un certo livello, una piccola libreria che si mantiene nonostante le chiusure e la concorrenza di colossi tipo Amazon che non vado a denigrare, anzi li apprezzo … ma il mio concetto di libreria è ben diverso, e ne parleremo più avanti.
Mi chiedi che cosa lega questo multitasking, per cui mi trovo con mamma la mattina a prezzare i prodotti o a preparare un panino, e poi dopo quattro o cinque ore a consigliare un libro a una persona, e il giorno successivo mi trovo a Milano a chiudere un contratto editoriale e la domenica mattina a realizzare un taglio per un ragazzo che si sposerà … sono immerso in questo caleidoscopio di attività e la cosa interessante è che non riesco a annoiarmi, non sento l’esigenza delle cosiddette ferie, non ho il tempo di sentire la noia che passo subito un altro ambito. È difficilissimo mantenerli tutti – ovviamente ci sono ragazzi che collaborano con me, ci sono mia madre e mio padre – non sono solo, ma ci vuole testa per mantenerli tutti, e soprattutto in questo periodo difficile a causa di avversità, tipo il Covid.
D. Che studi hai fatto?
R. Ho iniziato ragioneria e poi si presentò l’opportunità di frequentare gratuitamente un corso di parrucchiere che costava dieci mila euro e mi buttai … per me che venivo da una famiglia umile era importante. Così, dopo i primi due anni di ragioneria tecnico-commerciale, frequentai i tre anni di scuola di parrucchiere che rilasciava una certificazione professionale e sono profondamente grato a chi mi ha dato questa possibilità perché si trattava di un corso collegato con il CIOFS[3], una struttura che organizza questo genere di formazione … lì sono rimasto folgorato dalla figura di Don Bosco e San Domenico Savio. Finito il corso ho completato ragioneria e conseguito il diploma. Attualmente sono iscritto alla Facoltà di Lettere dell’Università Mercatorum a Roma e non lo faccio per un titolo ma per un discorso mio, per continuare a studiare e per le competenze che voglio portare nei miei settori.
D. Di tutte queste attività … ce n’è una che ti piace un po’ di più o ti piacciono tutte allo stesso modo?
R. Mi piacciono tutte … è ovvio che quando faccio il barbiere non riesco a smettere perché ho iniziato da molto piccolo, seppure da piccolo non ci volevo andare perché volevo andare con gli amici miei. Ma mi piace e sono grato ai miei genitori di questa scelta che, come si usa al Sud, mi avevano messo a bottega … così l’estate porti qualche spicciolo in più, non stai per strada e impari una professione. E la professione te la porti ovunque, impara l’arte e mettila da parte si diceva … fare il taglio o una barba è un’arte che «ho nelle mani» … come diceva Don Bosco, uno degli artefici di questi laboratori professionali rivolgendosi ai ragazzi coinvolti, «voi che avete l’intelligenza nelle mani».
D. Come sai mi occupo di attitudini[4] e lavoro. Per quanto ti conosco azzardo l’ipotesi che il tuo piacere sia creare un’impresa e che tu sappia intuire le opportunità … per esempio il negozio di alimentari inaugurato con tua mamma poche settimane prima del lock down

R. Vero, durante il lock down non mi sono mai fermato perché abbiamo lavorato molto con la bottega … in famiglia non eravamo del settore, ci siamo buttati e ho fatto buttare anche loro. Se ci pensi la bottega e la piccola libreria sono due attività da un punto di vista commerciale in via di estinzione a meno che non abbiano qualcosa di particolare. Le botteghe che vedo nelle grandi città sono aperte da stranieri, aperte 24 ore … hanno frigo -bar, carta igienica, merce per acquisti piccoli e rapidi. Sono attività che fanno fatica, ma meno se hai una famiglia. Nella bottega di mamma persone che vanno al supermercato passano una volta la settimana per un certo prodotto, per fare due chiacchiere, o un taglio fresco … la stessa cosa nella libreria, abbiamo libri particolari, è un ambiente green, c’è silenzio e una cura maniacale dei particolari del contesto e dei libri, potrei trasformarla in museo come la libreria di Harry Potter che ho visto in Portogallo, paghi 10 euro per entrare e ti regalano un libro … D. La libreria diventerà un museo? R. … è una idea. Magari tra cinquant’anni, non potrei chiuderla.
D. Dunque i libri sono una passione, dove nasce? E quali sono le ultime pubblicazioni?
R. Durante il percorso di formazione dai Salesiani … nei tre anni di corso per parrucchiere studiavi tutto matematica, chimica, e così via … avevano un modo di approcciarsi al non lettore che ti faceva innamorare, così mi sono innamorato della lettura e del libro.
Eri rimasta sorpresa quando ti raccontai che non abbiamo collane, cover, scocche per far notare il marchio, una cosa che mi annoia se non sei Sellerio o Adelfi. Da noi ogni libro ha la sua veste grafica, il suo formato, la sua carta ognuna diversa al tatto … è bello, ad esempio la carta morbida già indirizza il lettore a capire che si tratta di un racconto morbido … sono ricerche che facciamo. Ogni autore ha il suo genere, pubblico quello che è scritto bene e che l’autore ‘vuole’… quanta ambizione ha l’autore conta, si tratta di una piccola casa editrice non a pagamento e di autori emergenti, e anche loro devono essere pronti a investire su stessi per promuovere il libro. Tra gli ultimi libri pubblicati c’è ancora Dejana [5] che ha creduto in me e scelto di pubblicare con un giovane editore pugliese, e l’ultimo è di Francesco Caroli con “Il buon vivere” un uomo giovane, nato a Martina Franca e che vive da anni a Milano, molto sensibile alle tematiche della salute, un libro che ha una prefazione di Antonio De Caro sindaco di Bari e segretario dell’Anci e un’introduzione di Beppe Sala, sindaco di Milano.
D. Vuoi aggiungere qualcosa?
R. Un “messaggio” per i miei coetanei … Non sono arrivato all’apice, sono ancora in salita, tante sono le rinunce però mi piace quello che faccio e sono già pronto a nuove esperienze. Vado sempre come se il tutto fosse a livelli … non vedo l’ora di misurarmi con un livello, arrivare e poi iniziare ancora con un altro livello … Potrebbero togliermi tutto … ripartirei dal fare il barbiere … ripartirei con lo stesso entusiasmo, è come una sfida sempre avanti … il che permette una crescita personale e poi questa ti porta i risultati.
[1] Bruna Osimo, “Rompere il ghiaccio. Interagire con manager e clienti russi”, ed. Giacovelli Editore, 2019.
[2] Gilda Romano ha fondato Renaissance Consulting (https://www.renaissanceconsulenza.it/index.php) e ha dato a me (Bruna Osimo, una delle fondatrici di questo sito) l’opportunità di collaborare con lei sulle tematiche delle risorse umane sia nella formazione degli adulti che nell’outplacement.
[3] Il CIOFS (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane) è una Associazione senza scopo di lucro costituita nell’ambito della Formazione Professionale.
[4] Collaboro da più di quindici anni al Servizio di Orientamento attitudinale dell’Università Bocconi e il modello di riferimento è quello elaborato dal prof. Roberto Vaccani. Si veda su questo tema Roberto Vaccani, “Professionalità, attitudini e carriera. Scegliersi e sapersi scegliere“, ed. Rizzoli Etas, 2013
[5] Angelo Dejana, “Web reputation”, ed. Giacovelli Editore, maggio 2021.
questo ragazzo gronda vitalità e creatività, aperto ad interessi a 180 gradi. Al tempo stesso approfondisce lasciando tracce indelebili. l’intervista riesce a rimandare al lettore energia positiva.
"Mi piace""Mi piace"